Netflix – DARK

Buongiorno!
Torniamo alla ribalta con un prodotto tutto europeo che tiene testa ai prodotti Netflix statunitensi e soprattutto al tanto decantato Stranger Things, che a mio parere, viene erroneamente associato alla serie tv tedesca.

Trama:
Siamo nel 2019 a Winden, città nucleare tedesca: il suicidio di Michael Kahnwald, la sparizione di due ragazzi (Eric e Mikkel) la comparsa di strani eventi come la moria improvvisa di animali e il ritrovamento di un cadavere non identificato fanno tremare la città.
Questi episodi, apparentemente slegati tra loro, riportano indietro di 33 anni le quattro famiglie coinvolte (Kahnwald- Nielsen – Dropper – Tiendemann) perché nel 1986 sparì, nelle stesse strane circostanze un altro ragazzo, appartenente alla famiglia Nielsen.

Dark, malgrado un’iniziale lentezza che si concentra soprattutto sull’introspezione caratteriale dei personaggi anziché sulle vicende, è un prodotto di alta qualità che tiene benissimo, a mio parere, il confronto con i prodotti netflix made in USA.
È una serie TV intensa e a tratti pesante che spinge il pubblico ad una riflessione sulla relatività del tempo e della sua importanza quotidiana.
Non a caso il primo episodio si apre con una frase del padre della relatività Albert Einstein: “La divisione tra passato presente e futuro ha il valore di un’ostinata illusione.”
Attraverso la serie-tv andremo incontro ad una battaglia temporale dove passato, presente e futuro si concentrano in un “quando” dalle difficili interpretazioni; il tempo non si sviluppa su una linea, ma sulla costruzione di un cerchio in cui possono combaciare passato, presente e futuro e Jonas Kahnwald entra in questo cerchio, diventando il protagonista bruscamente. Scoprirà informazioni scioccanti sul suicidio del padre e sulla scoperta delle sue origini, attirando in maniera anche disturbante l’attenzione dello spettatore.

I confronti “seriali” fatti finora con Lost o Twin Peaks a mio parere, sono un po’ errati e fuorvianti per l’intenzione della serie; chi, come me, invece, ha letto “Rabbia” di Chuck Palahniuk (sempre sia lodato) può ritrovarsi un po’ avvantaggiato nel riconoscere il nodo fantascientifico e capire alcuni passaggi decisamente macchinosi.
Dark, proprio come “Rabbia”, è un racconto corale, affrontato da disparate prospettive, e soprattutto affronta il paradosso della relatività del tempo e dei viaggi nel tempo, proprio come “Rabbia” di cui consiglio la lettura.

L’atmosfera volutamente pregna di tensione e condita da una colonna sonora studiata e da una minuziosità per i dettagli quasi maniacale, rende la qualità della serie tv davvero alta e sebbene a tratti può sembrare soporifera credo che tutti debbano offrire un’opportunità a questo piccolo gioiello tedesco e quindi europeo, che lancia attraverso complessi temi filosofici una sfida ai colossi netflix americani.

Voto: 9

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